Legge sul europea sul clima: mancano obiettivi chiari, manca l’urgenza.

Legge sul europea sul clima: mancano obiettivi chiari, manca l’urgenza.

12/03/2020

Troppo poco e troppo tardi. La proposta di legge su clima presentata dalla Commissione europea è sicuramente una novità per certi aspetti interessante e attesa, ma il suo contenuto è ancora ben lontano dal rispondere con efficacia alla crisi climatica che stiamo vivendo. Per la prima volta si inserisce nella legislazione comunitaria l’obiettivo “emissioni zero” da raggiungere entro il 2050, ma la proposta prevede una revisione degli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030 non prima di settembre 2020, mentre per quanto riguarda gli strumenti per raggiungerli bisognerà aspettare giugno 2021.

Così si sposta troppo avanti nel tempo la messa in campo di strategie e misure che servono ora, prima che sia troppo tardi.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che i cambiamenti climatici causeranno ulteriori 250.000 morti all’anno entro il 2030. La Banca mondiale stima che entro il 2030 i cambiamenti climatici spingeranno 100 milioni di persone in più a migrare. Questo è il tempo di agire e di farlo in fretta con coraggio ed è questo quello che manca alla proposta di legge: obiettivi chiari e ambiziosi per quest’anno, per i mesi a venire, manca l’urgenza.

Non solo. La Commissione promette entro settembre un piano per portare l’attuale obiettivo di riduzione delle emissioni di gas-serra per il 2030 dal 50 al 55% rispetto ai livelli del 1990.

Troppo poco. Non basterà a contenere il surriscaldamento del pianeta entro la soglia di 1,5 gradi centigradi come prevede l’Accordo di Parigi, lo ha ricordato chiaramente anche Greta Thunberg, leader del movimento Fridays For Future, invitata a partecipare al collegio dei commissari Ue.

L’Unione Europea può davvero essere leader della lotta alla crisi climatica, ma serve più coraggio di quello dimostrato con questa proposta di legge.

Slow Food chiede che la crisi climatica venga trattata come una vera emergenza e che vengano messe in campo misure perchè tutti i settori riducano le loro emissioni di gas serra. Questo significa anche l’impegno ad affrontare gli effetti negativi dell’agricoltura industriale, fissando obiettivi e misure vincolanti per contenere le emissioni. Il contributo che porteremo alla discussione sarà fatto di esempi concreti di come esistano già modelli di produzione basati sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Giorgia Canali